ROMULA núm. 19 (2020)

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    Riflessioni sull’ordine dorico tra la tarda repubblica e il principato augusteo
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Kosmopoulos, Lorenzo; Kosmopoulos, Dimosthenis
    Il presente contributo intende indagare la diffusione dell’ordine dorico in ambito italico tra la tarda età repubblicana e la prima età augustea. L’ordine architettonico, da sempre oggetto di plurimi studi, tende in ambito romano a emanciparsi dai paradigmi fissati a partire dall’età arcaica nel contesto greco a favore invece di una maggiore versatilità.In una prima fase, il dorico italico è soggetto a plurimi cambiamenti, estetici e sintattici, soprattutto in ambito sacrale, come mostrano gli esempi ben noti del tempio di Ercole a Ostia, di Ercole a Cori e la sintassi dorica adoperata nel santuario di Praeneste. A partire dal tardo II sec. a.C. si assiste pertanto a un alternarsi di forme in parte più aderenti al modello greco e in parte pioniere di un nuovo linguaggio che si sarebbe successivamente concretizzato definitivamente nell’architettura augustea.Tra la metà del I sec. a.C. e i primi decenni del I sec. d.C. il metamorfismo del dorico si trasforma in un dinamismo capace di realizzare sintassi inedite nella composizione di un alzato, al fianco di innovative tecniche costruttive come l’applicazione dell’ordine a parete che sostituisce in parte il sistema trilitico nei portici. Dal dibattito architettonico che caratterizza l’età tardo-repubblicana si sviluppano pertanto nuove forme decorative che tendono, durante la creazione del principato, a canonizzarsi in un nuovo linguaggio propriamente romano. In quest’ottica nel novero delle novae scalpturae vitruviane, perlopiù le diverse forme “corinzieggianti” dell’ormai consolidato ordine corinzio, devono essere ora accostati anche le molteplici varianti dei capitelli in seno all’ordine dorico, da riunirsi di conseguenza sotto il termine di “doricizzanti”.
  • Publication
    Marmi e splendor nei palazzi imperiali del Palatino. Trasformazioni del linguaggio architettonico e dell’uso dei marmi colorati
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Pensabene, Patrizio; Caprioli, Francesca
    Con questo contributo vogliamo evidenziare i rapporti tra il periodo neroniano e quello flavio a Roma nel campo del linguaggio architettonico compreso i marmi colorati di rivestimento. Dai nostri lavori è risultato che dopo l’incendio neroniano che ha determinato un’intensa attività edilizia a Roma, si sono profilate tendenze nuove nel campo della scultura architettonica: in particolare già si delinea un maggiore uso del chiaroscuro ottenuto col trapano e uno sfruttamento più intenso degli effetti della luce pur non tralasciando la ricerca di effetti plastici e se possibile anche naturalistici. Per illustrare quanto detto abbiamo riprodotto alcuni capitelli della Domus aurea. In età flavia e soprattutto nel periodo domizianea, in accordo con la visione del potere che aveva questo imperatore, si crea a Roma un nuovo stile architettonico che riassume quanto già si stava profilando in età neroniana. Abbiamo quindi analizzato alcuni elementi quali capitelli e cornici per poter meglio mettere in evidenza tale assunto. Nello studio dei due periodi abbiamo potuto evidenziare l’importanza del periodo vespasianeo che ci è ben documentato dai monumenti di Tarragona e poi di Rieti, presso cui l’imperatore era nato, in quanto ci testimonia un’importante fase in cui si affermano nuove istanze stilistiche, che superano, sintetizzandole, tramandando le esperienze del passato in nuove formule. Inoltre abbiamo brevemente trattato il tema del colore del marmo nelle colonne e nei rivestimenti parietali. L’uso più ampio e variegato dei marmi colorati determinò anche una ricerca di nuove cave soprattutto in Egitto, e anche l’affermarsi di una nuovaestetica fondata sull’esperienza del passato.
  • Publication
    The innovation of Baroque architectural style as experimentation of non-euclidean metrics (II and XVII-XVIII c.)
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Moneti, Andrea
    New exam of the peculiar case of dialectics between compositional laws and stylistic innovation of the transition from classicism to baroque. Applying categories of differential geometry to the geometry of the architectural spaces created by the two styles, it is possible to construe that classicism expressed them as metric Euclidean spaces, and baroque as non-Euclidean ones. This can lead to analyze this specific transition as an example of innovation through a coherent overturning of laws however always valid. This can suggest the use of this method in other cases in architectural history.
  • Publication
    Un nuevo proyecto de estudio sobre las termas de Las Bóvedas (San Pedro Alcántara, Marbella). Primeros datos y perspectivas de la investigación
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Ottati, Adalberto; Díaz Ramos, Sara; Hidalgo Prieto, Rafael; Loza Azuaga, María Luisa; Rodríguez Oliva, Pedro
    En la costa de Málaga, en la margen izquierda del río Guadalmina y situado junto al mar, se conserva un edificio que se atribuye con acierto a uso termal conocido como “Las Bóvedas”. Construido en el s. II, se ha vinculado alternativamente con las mansiones Cilniana y Salduba del Itinerarium Antonini. El monumento conservado se manifiesta como un complejo arquitectónico de indudable relevancia. En primer lugar, el edificio resalta por su planimetría; en segundo lugar, la estructura destaca por las soluciones técnicas adoptadas durante la construcción. El objetivo de nuestra intervención será presentar una serie de datos recogidos en una primera fase de estudio, en el marco de un nuevo proyecto de investigación de todo el conjunto.
  • Publication
    Symmetria atque proportione in oriente: la innovación romana del trazado modulador en la Acrópolis de Heliopolis-Baalbek (Líbano)
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) España Chamorro, Sergio
    El uso del módulo en la arquitectura se puede observar ya en modelos arquitectónicos prehistóricos. La evolución formal de su uso y su aplicación fue evolucionando hasta complejizar su modelo de uso. Vitrubio es el que informa de la necesidad de symmetria atque proportione para la correcta disposición de los edificios y esto atiende, más que a una traducción literal de simetría y proporción, al concepto romano de “tamaños modulares” o “estándar de medidas” que permite crear un trazado regulador en edificios, pero también en planteamientos urbanos. La innovación romana no es el uso de dicho modelo en estructuras arquitectónicas, sino su aplicación al uso de planos complejos que determinaban el urbanismo a gran escala de ciudades de Italia y las provincias. El estudio de ciertos planteamientos urbanos como Pompeii, Ostia, Pollentia o Augusta Raurica ha demostrado su potencial y las grandes posibilidades de un análisis práctico. Sin embargo, la falta de estudios en el Oriente romano no ha comprobado su aplicación en esta zona. Tomando el ejemplo de uno de los grandes complejos arquitectónicos del imperio, la acrópolis de Baalbek, se analiza el planteamiento constructivo de la misma, determinando su complejidad planimétrica y su proyección inicial, además de plantear que el gran altar del templo de Júpiter Heliopolitano, construido con ciertos parámetros de la arquitectura helenístico-semítica, sirve como punto focal del planteamiento de los templos de Júpiter, Baco, los pórticos y el propileo.
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    Pompei e la residenza d’élite nelle città dell’impero: innovazione e architettura
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Mar, Ricardo
    La residenza d’élite nelle città provinciali dell’Impero fu un prodotto culturale innovativo, adeguato alle esigenze delle nuove aristocrazie locali. Durante gli ultimi due secoli della Repubblica, i nobili di alto rango e i loro associati italici emularono nelle loro lussuose residenze i modelli di architettura palaziale che avevano conosciuto durante la conquista dell’Oriente ellenistico. Con l’arrivo dell’Impero, la nuova classe dirigente, di origini più modeste, anche se più ricca e più numerosa, pretese l’applicazione di questi modelli ideologici nelle proprie residenze. Si è così generato un nuovo standard residenziale più razionalmente adeguato a condizioni urbane, sociali ed economiche molto varie. La città di Pompei, a causa della sua distruzione in una fase iniziale dell’Impero, ha conservato degli edifici che non trovano un parallelo a Roma, e che sono significativi per capire le origini augustee del linguaggio architettonico che in tutto l’Impero ha dato forma alle case a peristilio e ha contribuito allo sviluppo delle insulae a più piani costruite nelle grandi megalopoli imperiali (Ostia-Roma, Cartagine, Antiochia, Efeso...).
  • Publication
    L’innovation architecturale dans les provinces romaines (Afrique, Asie, Gaule) sous le haut-empire, I
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Aupert, Pierre
    L’architecture romaine provinciale s’est montrée inventive dans tous les domaines romain stoa semi-circulaire en Afrique, fanums octogonaux cruciformes en Gaule, temples avec captage d’eau sacrée par leurs fondations transformées en sources, fusion entre temples et thermes, simulations de stations thermales hors d’un contexte hydraulique naturel. Enfin, d’un point de vue technique, l’invention, à Argos, de la charpente en béton comme moyen d’alléger une voûte, procédé jamais vu auparavant, tardivement reproduit par la suite. Les clés de ces innovations sont la transposition d’une forme dans un contexte inédit, l’inventivité pure pour répondre à un programme inédit, l’exploitation d’une logique poussée à ses extrêmes, voire le coup de génie d’un jour.
  • Publication
    Ex fabrica et ratiocinatione: Técnicas, tecnologías e innovación en la arquitectura antigua. Introducción
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Ottati, Adalberto; Vinci, Maria Serena