ROMULA núm. 20 (2021)

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    Dalla pratica antica alle fabbriche di età moderna: strumenti da lavoro e tecnologia edilizia a Roma tra permanenza e perfezionamento
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Marconi, Nicoletta
    Lo sviluppo edilizio della Roma di XV - XVII secolo fu sostanziato da un’indiscussa qualità operativa, assimilabile a quella della pratica edilizia imperiale, di cui costituisce il fortunato esito di un graduale e costante processo di perfezionamento. Dall’approvvigionamento al trasporto dei materiali, dalle attrezzature da lavoro alla realizzazione di ponteggi e potenti macchine da sollevamento, le fabbriche romane di età moderna seppero migliorare funzionalità ed efficienza della tecnologia ereditata dai cantieri del passato, a meno naturalmente dell’obbligata riformulazione dell’organigramma operativo, di più stringenti vincoli economici e della contrazione dei tempi di lavoro. Le convergenze con la pratica antica, esplicitate finanche dal lessico tecnico, sono rintracciabili in particolare nella tipologia di attrezzature e macchine da sollevamento, solidi testimoni della plurisecolare reiterazione di una consuetudine operativa affidabile e autorevole.
  • Publication
    Las murallas republicanas de Tarraco, aspectos constructivos
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Menchón Bes, Joan
    Las murallas de Tarraco son la primera gran construcción ultramar de la República de Roma. Su estudio ha diferenciado dos grandes fases constructivas, la primera entre el 200 y 190 a.C. y la segunda entre el 150 y 135 a.C. Las características constructivas de las dos fases, que si bien son similares, tienen diferencias significativas. También muestra formas de construcción muy características como base de opus siliceum, paramentos de opus caementicium, rellenos constructivos de adobes, marcas de cantero o poternas de acceso.
  • Publication
    L’organisation du travail autour de la pierre a Cordoue au IIeme siecle av. j.-c. Demographie, agriculture et chaine operatoire
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Courault, Christopher
    Le travail du calcaire à Cordoue a été prédominant pour le développement de la ville tout au long de son histoire, mais son exploitation au IIème siècle avant notre ère pose un certain nombre de questions surtout sur la capacité à produire un monument public d’ampleur tel que le système de canalisation et défensif.Les datations pourvues par la céramique indiquent une différence face à celle de l’historiographie pour la construction des remparts. Suite à de récentes études chimiques, et à de nouvelles interprétations à partir du matériel graphique, il a été possible de mettre en avant un processus de recyclage dans les fondations de l’enceinte offrant dès lors un nouvel horizon sur l’évolution de Cordoue. C’est en s’intéressant aux sujets de la démographie, à la rentabilité agricole puis à la production des blocs de calcaire qu’une dynamique tout autre concernant l’organisation du travail au sein de la société romaine peut être reconstituée hypothétiquement. Le premier impact de cette organisation oblige à reconsidérer l’évolution de la ville de Cordoue entre sa fondation en 169-168 av. J.-C. et la fin du IIème-début Ier siècle.
  • Publication
    Dalla conservazione all’innovazione: piattabande e architravi litici nel “Foro Provinciale” di Tarraco (Hispania Citerior)
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Vinci, Maria Serena
    Il grande complesso architettonico tarragonese o cosiddetto “Foro Provinciale” di Tarraco, rappresenta uno dei monumenti più emblematici di epoca imperiale nelle province romane d’Occidente. Il profuso impiego dell’opera quadrata costituisce uno dei caratteri costruttivi distintivi del monumento, dando spesso vita a soluzioni tecniche originali. Un’attenta analisi delle strutture murarie ha permesso, difatti, di rilevare applicazioni edilizie che si spingono in quello che potremmo definire campo della sperimentazione. Lo scopo di questo contributo è analizzare i sistemi di copertura in blocchi impiegati, nella maggior parti degli esempi proposti, nelle aperture di accesso e aperture finestrate presenti nella terrazza superiore e intermedia del Foro Provinciale, mettendo in luce il savoir-faire e l’esperienza delle maestranze che nel plasmare la pietra calcarea locale, realizzarono un complesso architettonico che per molteplici aspetti resta un unicum nel panorama dell’architettura romana alto-imperiale.
  • Publication
    Impianti, tecnologia e benessere in architettura: dalla pratica storica alla codifica teorica per nuove prospettive di recupero
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Florio, Valentina
    La consapevolezza della mutua interazione esistente fra benessere dell’organismo umano, ambiente naturale e ambiente costruito è sempre stata nota; in ogni tempo, i costruttori si sono confrontati con la sperimentazione di accorgimenti costruttivi e dispositivi tecnologici utili a migliorare il rapporto tra l’uomo e il suo spazio vitale. Regole atte a migliorare la qualità abitativa attraverso sistemi tecnologici ante litteram e specifici adattamenti tipologici sono rintracciabili tanto nei precetti tramandati dalla trattatistica architettonica e dalla più recente manualistica, quanto in edifici di diverse epoche, preziosi testimoni della sostanziale continuità evolutiva della tecnologia. Il contributo qui proposto intende mettere in luce l’attualità di alcuni principi di climatizzazione elaborati a partire dall’età antica in alcuni selezionati exempla evidenziando la possibilità di recuperare principi e tecnologie antiche adattandoli alla pratica contemporanea del restauro e della riconversione funzionale.
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    Villa Adriana e L’ambizione di realizzare l'impossibile. Tecniche costruttive sperimentali al servizio di forme architettoniche inedite
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Ottati, Adalberto
    Come è noto, nella Villa Adriana presso Tivoli l’originalità è protagonista dell’architettura, ispirata e finanziata dall’imperatore, e non stupisce in un tale contesto la diffusa presenza di forme e tecniche di costruzione altamente sperimentali.Le coperture in conglomerato sono gli oggetti sperimentali più noti al pubblico: vengono realizzate forme inedite, proporzioni slanciate assenti nella precedente architettura, e spessori murari esigui a sostenere sistemi inerziali complessi.Si cercano soluzioni tecniche innovative, o si utilizzano in maniera diffusa tecniche già conosciute ma utilizzate in passato solo in casi puntuali, il tutto con il fine di materializzare particolari immagini visive e per ottenere l’equilibrio statico che ne permettesse l’esistenza.
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    Progettazione bioclimatica a Villa Adriana
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Renzoni, Cristina
    E’ noto come l’architettura antica fosse progettata in stretta relazione con il contesto ambientale di inserimento (clima, venti), e come gli elementi naturali (vegetazione, acqua) fossero sapientemente integrati nella progettazione per innescare effetti benefici per l’ambiente costruito e, di conseguenza, per il benessere dei fruitori. Così è definita una progettazione bioclimatica. Nella letteratura tecnologico-specialistica che affronta il tema è assente Villa Adriana, un esempio formidabile di integrazione tra tecniche e arti. L’articolo analizza il rapporto architettura-ambiente della Villa imperiale tiburtina, approfondendo le principali soluzioni progettuali che vedono una eccezionale integrazione tra soluzioni tecniche, formali e la predisposizione di effetti scenografici.
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    I pilastri cavi a Villa Adriana
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Eramo, Elena
    Molte sono le caratteristiche della Villa imperiale tiburtina che, nel tempo sono state trascurate o discusse esclusivamente con riferimento a casi puntuali. Eppure, alcune di queste sono tanto ricorrenti da ingenerare dubbi in merito a scelte compiute secondo uno specifico programma. Tra queste, alcune sembrerebbe che siano state adottate per fornire soluzioni, al contempo, funzionali e strutturali. Si tratta di quanto, già da qualche anno, nel gruppo interdisciplinare di studio della Villa, è noto quale adozione di “pilastri cavi”. Nel lavoro che si presenta, frutto di studi ancora in corso, vengono poste in luce e discusse alcune delle strutture che presentano tali soluzioni.
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    Progettazione integrale a Villa Adriana
    (Universidad Pablo de Olavide, 2023-05-12) Cinque, Giuseppina E.
    Nell’ambito della monumentale letteratura prodotta con riferimento al sito imperiale tiburtino, la divulgazione di studi su peculiari caratteri - tipologici, strutturali, funzionali - di complessi o di aree, appare con regolare continuità. Sono studi che spaziano su vari aspetti della Villa, dai terrazzamenti all’impiantistica idraulica, dagli spazi a verde alle tecniche adottate per agevolare la fruizione residenziale –spesso con soluzioni di incredibile effetto scenografico–, dalle considerazioni a carattere tipologico a quelle mirate a individuare le funzioni, se non riflessioni in ambito prevalentemente urbanistico, solo per citarne alcune delle più frequenti. La maggior parte delle indagini ha per oggetto singoli complessi, tutt’al più aree di limitata estensione, laddove l’insieme “Villa” è affrontato solo per quel che concerne la dislocazione di elementi pertinenti singole funzionalità, quali, per esempio, la rete idrica, le fontane e i ninfei, gli acquedotti, le latrine, i giardini … Non infrequenti, inoltre, sono le “ricostruzioni” di complessi della Villa, certamente molte intraprese più a carattere sensazionalistico che non scientifico e, come tali, non prive di interpretazioni erronee. A queste sono affiancate altre ricostruzioni che, sebbene desunte da accurati studi archeologici, sono talora redatte adottando stilemi architettonici tradizionali, ossia sono proposte senza tenere conto delle fondamentali e preminenti innovazioni linguistiche adrianee. Eppure si tratta di tipologie il cui concepimento progettuale e la cui realizzazione cantieristica, come diffusamente apprezzabile, hanno alla base l’adozione di innovazioni importanti, talora a carattere sperimentale. Innovazioni, quelle apportate dai tecnici adrianei nella Villa, che hanno per oggetto non solo la volumetria architettonica, intesa come spazio costruito e spazio percepito, ma anche la tecnologia, nelle accezioni impiantistiche e strutturali, la decorazione e quant’altro che, inerente il linguaggio progettuale, concorra a sottolineare il carattere evolutivo, nonché talora sperimentale, imposto da Adriano ai suoi progettisti. Si rende, dunque, necessario avviare una riflessione su tali temi e, in particolare, in merito ad alcune caratteristiche che si osservano in più complessi e che, quando trasposte nel linguaggio architettonico attuale, aderiscono ai concetti di progettazione integrale e di architettura bioclimatica. Entrambi argomenti, questi ultimi, il cui studio, intrapreso dalla seconda metà del secolo appena trascorso, attualmente costituisce un ambito applicativo sempre più avanzato anche in funzione, nel caso della progettazione integrale, dell’introduzione delle tecnologie BIM –Building Information Modeling–, dello sviluppo dei metodi GOPP –Goal Oriented Project Planning– e PCM –Project Cycle Management– o, nella traduzione italiana, di GCP –Gestione del Ciclo di Progetto–.