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Andrea Avellino e la "seconda" fondazione dell'ordine dei chierici regolari

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Vanni, Andrea

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Questo saggio ha l'obiettivo di analizzare il ruolo avuto dal chierico regolare teatino Andrea Avellino (1521-1608) nel cambiamento dell'identità storica del suo ordine. Nella seconda metà del XVI secolo i teatini abbandonarono infatti l'iniziale vocazione inquisitoriale, impressa dopo la fondazione del 1524 da Gian Pietro Carafa, per concentrarsi sulla cura delle anime e sull'assistenza a poveri, malati e infermi, risultato di una accesa dimensione caritativa che traeva le sue origini nel mai del tutto sopito insegnamento del coofondatore Gaetano Thiene. Per l'importanza che ebbe nel processo di trasformazione dell'ordine, Andrea Avellino fu il primo beato teatino. Per questo motivo, il presente contributo intende soffermarsi sulla sua beatificazione, che si concluse durante il pontificato di Urbano VIII, nel 1624, grazie al coinvolgimento del popolo napoletano. Una strategia che i teatini elaborarono sfruttando le tensioni e le differenze, sia politiche che religiose, tra Roma e la Spagna, e che divenne il modello per ottenere la beatificazione di altri padri dell'ordine, tra i quali Gaetano Thiene.

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